Preparatevi a un cambiamento storico nel modo in cui usiamo i social network. Meta ha ufficialmente rivelato di avere in programma dei test per introdurre abbonamenti a pagamento su tutte le sue piattaforme principali: Instagram, WhatsApp e Facebook. Non si tratta di un rumor, ma di una strategia confermata che verrà implementata nei “prossimi mesi”. La buona notizia? L’azienda ha assicurato che le “esperienze principali” rimarranno gratuite, mentre gli abbonamenti sbloccheranno un livello “Premium” con funzioni speciali e maggiore controllo.
Instagram Premium: Ecco cosa pagherete (Funzione “Stalker”)
Al momento, Meta ha fornito dettagli specifici solo per quanto riguarda Instagram. Le funzioni a pagamento sembrano pensate per i “power user” e, ironicamente, per chi ama spiare senza essere visto. Secondo quanto riportato, l’abbonamento a Instagram includerà tre vantaggi esclusivi:
• Liste Pubblico Illimitate: Possibilità di creare un numero infinito di liste per segmentare il pubblico (es. Amici stretti, Lavoro, Famiglia, ecc.).
• Controllo “Follower”: Una funzione per vedere immediatamente quali account che segui non ricambiano il “segui”.
• Visualizzazione Anonima delle Storie: Questa è la vera bomba. Pagando, potrete visualizzare le Storie degli altri utenti senza che il creatore veda il vostro nome nella lista delle visualizzazioni. Una sorta di “Stalking as a Service” legalizzato.
WhatsApp e Facebook: IA e Mistero di Meta
Per quanto riguarda WhatsApp e Facebook, l’azienda non ha ancora svelato le carte sulle funzioni specifiche. Tuttavia, Meta ha chiarito che non esiste una strategia unica: ogni app avrà un set distinto di funzionalità esclusive. È molto probabile che parte di questi piani a pagamento coinvolga l’Intelligenza Artificiale, sfruttando la tecnologia di Manus, l’agente AI per cui il gigante tecnologico avrebbe speso circa 2 miliardi di dollari. Inoltre, si parla della possibilità di creare “bundle” (pacchetti) che includano più servizi insieme.
Resta da vedere il prezzo e se gli utenti saranno disposti a pagare per avere funzioni che, fino a ieri, sembravano impensabili o erano ottenibili tramite app di terze parti (spesso poco sicure).
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