Apple rimuove definitivamente le vecchie versioni di Pages, Keynote e Numbers

Più di un mese fa
Mirko Zein
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L’ecosistema software di Apple è in continua e rapida evoluzione, e le ambiziose strategie commerciali dell’azienda di Cupertino richiedono spesso delle vere e proprie “pulizie di primavera” digitali per poter uniformare e semplificare l’esperienza utente su tutti i dispositivi. Proprio nelle scorse ore, il colosso californiano ha effettuato un cambiamento decisamente drastico ma largamente atteso all’interno della sua storica lineup di applicazioni iWork, dedicate alla produttività per i computer desktop e laptop. Apple ha infatti rimosso in modo del tutto silenzioso dal Mac App Store le vecchie e storiche versioni delle celebri applicazioni della suite iWork, ovvero Pages, Keynote e Numbers, lasciando a disposizione del pubblico solamente le nuovissime build ottimizzate e progettate nativamente per supportare i servizi del recente abbonamento Apple Creator Studio.

La fine di una transizione confusa su macOS con iWork

L’eliminazione definitiva di queste versioni classiche, notata e riportata inizialmente nelle primissime ore del mattino dall’esperto Aaron Perris, mette finalmente ordine a una situazione gestionale che aveva generato non poca confusione e disorientamento tra gli utenti Mac nel corso degli ultimi mesi. Quando Apple ha lanciato in pompa magna il nuovissimo pacchetto Creator Studio all’inizio di quest’anno, la strategia di distribuzione era stata gestita in modo diametralmente opposto tra i vari sistemi operativi della casa. Su iPhone e iPad, l’azienda si era limitata a rilasciare dei classici aggiornamenti incrementali per le app iWork già esistenti sull’App Store, integrandovi all’interno le nuove funzioni a pagamento in modo invisibile. Su macOS, invece, Cupertino aveva inspiegabilmente deciso di mantenere in vita sul negozio virtuale le vecchie applicazioni classiche “pulite”, affiancandole a versioni del tutto nuove e separate create appositamente per l’ecosistema Creator Studio. A partire da oggi, questa bizzarra anomalia e sgradevole duplicazione scompare definitivamente dagli schermi dei nostri computer.

Apple Creator Studio e il nuovo approccio Freemium

Per chi non avesse seguito con attenzione le più recenti evoluzioni dei servizi digitali Apple, Creator Studio rappresenta oggi la nuova e più grande scommessa dell’azienda nel fiorente settore dei servizi in abbonamento. Si tratta di un bundle esclusivo e fortemente focalizzato sui professionisti della creatività digitale. Questo pacchetto premium include l’accesso illimitato ad applicazioni di calibro assoluto come Final Cut Pro, Pixelmator Pro (recentemente acquisita e integrata da Apple) e Logic Pro, sbloccando contemporaneamente una vastissima serie di funzionalità avanzate, template esclusivi e strumenti premium all’interno della suite gratuita iWork, potenziati dalla nuova intelligenza artificiale on-device.

Cosa cambia concretamente adesso per gli utenti Mac?

Con la rimozione totale delle vecchie versioni standalone dai server pubblici, i nuovi utenti che da oggi effettueranno una normale ricerca sul Mac App Store troveranno a disposizione solamente le nuove iterazioni “Creator Studio-compatibili” di Pages, Keynote e Numbers. Per rassicurare tutti coloro che utilizzano quotidianamente questi potentissimi e insostituibili software per questioni di studio universitario o per flussi di lavoro aziendali, è fondamentale chiarire alcuni punti focali su come verrà gestita la transizione:

• Gratuità garantita: Le applicazioni rimangono totalmente gratuite per il download iniziale e per l’utilizzo di tutte le funzioni base di videoscrittura, calcolo e presentazione, esattamente come lo sono state nell’ultimo decennio.
• Nessun obbligo: Non è in alcun modo obbligatorio sottoscrivere il costoso abbonamento a Creator Studio per poter creare, salvare, esportare o condividere un documento di lavoro standard.
• La formula Freemium: Il vero e unico compromesso da accettare risiede nell’interfaccia. Essendo diventate di fatto delle applicazioni dal modello “freemium”, le nuove versioni propongono occasionalmente dei piccoli inviti visivi e dei banner interni che incoraggiano l’utente a iscriversi al servizio a pagamento per poter sbloccare l’intero e più avanzato set di funzionalità professionali.
• Il recupero per i vecchi utenti: Per quanto riguarda invece gli utenti storici che preferiscono in assoluto mantenere sul proprio Mac i software totalmente privi di qualsiasi invito o pubblicità legata all’abbonamento, Apple ha garantito una scappatoia. Se le vecchie versioni erano state precedentemente scaricate in passato con il proprio ID Apple, sarà ancora possibile recuperarle in modo del tutto sicuro e reinstallarle in qualsiasi momento accedendo all’apposita sezione nascosta “Cronologia acquisti” all’interno del proprio profilo sul Mac App Store.

Insomma, addio per sempre alle storiche versioni delle app più famose del mondo macOS.

[fonte]