Durante la recente conferenza per i risultati finanziari da record, c’è stato un momento di tensione che non è sfuggito agli osservatori più attenti. Mentre celebrava i successi di iPhone e Servizi, il CEO Tim Cook si è trovato di fronte a una domanda scomoda e ripetuta: come reagirà l’azienda all’aumento vertiginoso dei costi dei componenti per iPhone 18? Alla richiesta diretta se Apple utilizzerà la “leva dei prezzi” (ovvero, se alzerà i listini per i clienti) per compensare i costi, Cook ha risposto con un laconico: “Non vorrei fare speculazioni su questo”. Per un’azienda che solitamente pianifica ogni virgola, il rifiuto di smentire categoricamente un aumento è, di per sé, una notizia allarmante.
Il Problema: La “Tassa” dell’Intelligenza Artificiale
Ma perché i prezzi dovrebbero salire proprio ora? La colpa, ironicamente, è del boom tecnologico che tutti amiamo: l’Intelligenza Artificiale. L’esplosione della domanda di server AI ha creato una carenza globale di chip di memoria (sia RAM che storage Flash). Secondo gli analisti citati dal Wall Street Journal:
• Il prezzo delle memorie DRAM è destinato a quadruplicare rispetto ai livelli del 2023.
• Il prezzo delle memorie NAND (lo spazio di archiviazione) è destinato a triplicare.
Nemmeno la potenza commerciale di Apple, famosa per strappare contratti vantaggiosi ai fornitori, può proteggerla completamente da un mercato così volatile. “Apple è sicuramente sotto pressione”, ha confermato l’analista Sravan Kundojjala.
I Conti in Tasca: +57$ per ogni iPhone 18
Per capire l’impatto reale, basta guardare le stime di TechInsights. Si calcola che, per il solo modello base di iPhone 18 (atteso per la fine del 2026 o inizio 2027 secondo la nuova strategia), Apple potrebbe dover pagare 57 dollari in più solo per le memorie rispetto a quanto pagava per iPhone 17. Su un dispositivo che parte da 799 dollari, un aumento dei costi vivi di quasi 60 dollari è un colpo durissimo ai margini di profitto.
Chi pagherà il conto?
Apple si trova ora di fronte a un bivio difficile:
• Assorbire i costi: Mantenere i prezzi invariati, accettando di guadagnare meno su ogni iPhone venduto (opzione rischiosa per il valore delle azioni).
• Alzare i prezzi: Scaricare l’aumento sui consumatori finali, portando il prezzo d’ingresso dell’iPhone base verso quota 850$ o 899$.
Il fatto che Tim Cook non abbia voluto escludere la seconda opzione suggerisce che a Cupertino stiano seriamente valutando di ritoccare i listini verso l’alto. Se state pianificando di cambiare iPhone il prossimo anno, iniziate a risparmiare qualcosa in più: l’era dei prezzi stabili potrebbe essere finita.
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