Quella che sembrava essere l’alleanza del secolo tra Apple e OpenAI sta rapidamente scivolando verso un campo di battaglia legale. Secondo un clamoroso report di Mark Gurman per Bloomberg, OpenAI starebbe preparando il terreno per una potenziale azione legale contro il colosso di Cupertino a causa di una relazione definita ormai “tesa” e insoddisfacente. L’entusiasmo iniziale per l’integrazione di ChatGPT all’interno di Siri e Image Playground sembra aver lasciato spazio a reciproche accuse di inadempienza.
Promesse infrante e ricavi al di sotto delle attese per OpenAI
Il cuore del malcontento risiede nelle enormi aspettative economiche e di visibilità che Apple avrebbe inizialmente prospettato al partner durante le trattative del 2024. OpenAI si aspettava che ChatGPT godesse di una posizione di rilievo assoluto all’interno dell’ecosistema iPhone, ma la realtà si è rivelata molto diversa.
I punti critici evidenziati dai dirigenti di OpenAI includono:
• OpenAI credeva che l’accordo potesse generare miliardi di dollari in abbonamenti ogni anno, una stima che Apple stessa avrebbe paragonato al multimiliardario contratto con Google per la ricerca su Safari.
• Ad oggi, i ricavi reali generati non si sono nemmeno avvicinati a quelle cifre.
• OpenAI accusa Apple di non aver pubblicizzato a sufficienza l’integrazione, lasciando molti utenti ignari delle potenzialità di ChatGPT su iOS.
• Apple continua a trattenere una commissione sugli abbonamenti effettuati tramite le Impostazioni, riducendo i margini per OpenAI.
Il muro di segretezza di Apple e il “salto nel buio”
La cultura della segretezza tipica di Cupertino avrebbe giocato un ruolo fondamentale nel deterioramento dei rapporti tra le due aziende. I dirigenti di OpenAI hanno rivelato di non aver mai saputo con esattezza come ChatGPT sarebbe stato implementato sui dispositivi fino al rilascio finale al pubblico. Apple avrebbe chiesto esplicitamente a OpenAI di fare un vero e proprio “salto nel buio”, chiedendo di fidarsi ciecamente della loro visione di prodotto.
Attualmente, l’esperienza utente è considerata frustrante dai vertici di OpenAI, che descrivono l’affare come un vero e proprio “fallimento” dal punto di vista dell’impegno profuso da Apple. Per ottenere una risposta dal chatbot, gli utenti devono ancora oggi pronunciare o scrivere esplicitamente la parola “ChatGPT”, altrimenti Siri si limita alle sue funzioni base. Inoltre, le risposte fornite da Siri tramite l’integrazione sono spesso molto più limitate e brevi rispetto a quelle ottenibili utilizzando l’applicazione ufficiale standalone di ChatGPT.
Possibili azioni legali e il futuro con iOS 27
Nonostante i tentativi di rinegoziazione siano attualmente in una fase di stallo, OpenAI sta pesantemente valutando diverse opzioni legali, inclusa la notifica formale di una violazione contrattuale. Sebbene la speranza rimanga quella di risolvere la questione fuori dai tribunali, OpenAI si sente penalizzata dall’attuale gestione dell’accordo.
Curiosamente, OpenAI non sembra preoccupata dall’imminente arrivo di altri chatbot come Google Gemini o Anthropic Claude su iOS 27, poiché la partnership non è mai stata esclusiva. Anzi, la nuova applicazione Siri dedicata prevista per iOS 27, con il suo sistema di “estensioni”, potrebbe offrire a ChatGPT quella visibilità che è mancata finora, promuovendo meglio il servizio. Resta da vedere se OpenAI avrà la pazienza di attendere il prossimo major update o se deciderà di dare battaglia immediata nelle aule di tribunale.
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